Libri da evitare

Se stasera siamo qui

Pubblicato da: ottozampe su: novembre 11, 2008

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<<Ricordo come fosse ieri il giorno in cui ci siamo conosciute. Il giorno che ha cambiato tutto>>, questo l'incipit del romanzo.

Ma dico io, si può iniziare con <<Ricordo come fosse ieri il giorno in cui ci siamo conosciute>>? C’è ancora qualche lettore che non abbia mai letto una frase così? Se c’è… commenti questo post. Non è etico spendere 13 euro circa per un incipit così. Catturami, scrittore, catturami!

Allora un appello alla traduttrice, Paola Mazzarelli: bravissima*.
Cara Paola, uno strappo alla regola potevi farlo, un atto di clemenza per noi lettori. Ecco alcune ipotesi:

  1. Lo ricordo il giorno che ci conoscemmo: cambiò tutto.
  2. Fu ieri, o anni fa: il nostro incontro cambiò. Tutto.
  3. Il giorno che ha cambiato tutto? Quando ci conoscemmo.
  4. Ci siamo conosciute e tutto cambiò. Può sembrare banale leggerlo, ma non viverlo.

Il libro si trascina con quattro amiche al bar, le cui storie passeggiano su umori, candori, rovine personali senza sostare. Perfette e squadrate storie senza radici nel terreno, Non c’è vento tra i capelli che scompiglia, come nella vita vera. Questa è fantasy, di quelle peggiori. Non compratelo.

*Paola Mazzarelli ha tradotto di tutto, saggistica, narrativa, letteratura per ragazzi, e un buon numero di libri di avventura, viaggio e alpinismo. Tra gli autori che l’hanno messa a dura prova, e che forse per questo ha amato più degli altri, ci sono Simon Schama (Paesaggio e memoria, Le molte morti del generale Wolfe e Gli occhi di Rembrandt, tre libri magnifici) e John Muir (La mia prima estate sulla Sierra). Tra quelli che più l’hanno divertita c’è Wodehouse, l’unico che ha tradotto con le lacrime agli occhi dal ridere.
Dal sito: http://intercultura.splinder.com/tag/traduzioni


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Il mio Dante

Pubblicato da: ottozampe su: novembre 8, 2008

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Ah, ci risiamo? Basta, basta, basta con ‘sto Benigni che ricama sulla Commedia.
La lagna televisiva è riuscita a farmi risparmiare sul sonnifero, ma il libro… c’era proprio bisogno di questo libro?

Volgare operazione commerciale: sarà la grande spada che fenderà a metà la Commedia.
Aspettiamo il comico di turno che affastelli, snellisca, bignamizzi l’Ulisse e Alla ricerca del Tempo Perduto.

Voglio che questi libri restino illeggibili ai più (me compreso), ma che conservino il fascino e l’autorità. La lettura non deve essere merce da consumare a colazione. Non compratelo.

La setta dei libri blu

Pubblicato da: ottozampe su: ottobre 18, 2008

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Ventidue euro per questo libro sono davvero un furto.
Rappresenta la prova di come si possa avere in testa un buon inizio, ma solo inizio.

E’ la prova che una libro bisogna prima scriverlo tutto in testa, poi abbracciare la scrittura: non è più tempo per il tutto in divenire.
Per i libri tradotti nutro sempre un amorevole dubbio sulla traduzione, ma in questo caso due pizze e birra sono soldi spesi bene.

Non compratelo.

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L’eleganza del riccio

Pubblicato da: ottozampe su: ottobre 17, 2008

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Come usare a sproposito il nozionismo per arricchire un libro. L’eleganza del riccio è questo. Il testo regala sprizzi e sprazzi di buona scrittura, ma le nozioni filosofiche incuneate sono snervanti e fuori luogo. A tratti enciclopedia, a tratti aforismi, a tratti…

Non compratelo, al massimo prendetelo in prestito in Biblioteca.

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La solitudine dei numeri primi

Pubblicato da: ottozampe su: ottobre 17, 2008

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Della serie (già citata nei precedenti post) ricercatori che scrivono romanzi.
Anche per questo testo il risultato è discutibile.  Alice e Mattia non starebbero in piedi neanche se supportati da impalcature: personaggi trasparenti. La trama è acquosa e si affoga in continue metafore a volte puerili, a volte dotte.

Premio Strega. Ho i brividi. Un altro emblema della cultura italiana.

Non compratelo.

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Un posto nel mondo

Pubblicato da: ottozampe su: ottobre 15, 2008

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Questa sintassi offende il cervello umano. Cervello umano come muscolo, come insieme di molecole, di proteine, di.
Maledetta popolarità: gocciola di banalità questo testo. Ci si ritrova in un pantano umido e puzzolente.
Prendete 15 euro e stracciateli: sarebbe un atto ben più letterario.

Non compratelo.

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Amore 14

Pubblicato da: ottozampe su: ottobre 14, 2008

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E’ un po’ come sparare sulla croce rossa.
Però è giusto parlarne, visto che è in classifica tra i libri più venduti. Sdolcinato, retorico, infantile.
Ne bastano tre di aggettivi. Sufficienti per disegnare la cornice di questo libro.
Nessuno adduca la scusa che si tratta di un libro per ragazzi, scritto con un linguaggio per ragazzi, la cui trama è per ragazzi. Vi prego!

La letteratura per ragazzi è altra cosa. Evito di citare Tolkien, Twain, Lewis Carroll, Collodi, Buzzati, Salgari, Baum, De Amicis. Evito di citarli, per carità. Evito.

Non compratelo.

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Il Teorema del Pappagallo

Pubblicato da: ottozampe su: ottobre 12, 2008

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E’ un brutto periodo per la matematica! Fioriscono libri in maniera randomica, senza alcuna progressione (aritmetica o geometrica). I saggisti, stanchi dei saggi, scrivono romanzi; i romanzieri, stanchi dei romanzi, scrivono saggi.

Non è giusto. Il teorema del pappagallo è assolutamente un libro da evitare. Scritto male (forse tradotto male? non credo). Infarcito di banalità nauseanti per qualsiasi cervello, anche il meno avvezzo alla lettura. Una storia rabberciata, incollata da fette di scotch matematici. I personaggi sembrano usciti dalla famiglia Mezzil, strampalato cartone animato.

Gli aneddoti che precedono le curiosità matematiche non hanno una sana logica funzionale al romanzo, ma sono presenti per dare una parvenza romanzesca ad un libro ibrido. Non è divulgativo, ma noioso: purtroppo neanche soporifero.

Non compratelo.


    • acquacontrocorrente: Ti ringrazio davvero per il pensiero gentile... però cerca di capirmi: perché perdere tempo a leggere libri inutili? Solo per criticarli negativamen
    • Julien Sorel: Caro acquacontrocorrente, quanto è vero quello che dici. Diciamolo pure: scrivere oggi e sempre più spesso un'attività da corso di scrittura
    • acquacontrocorrente: In breve tempo è la seconda volta che mi imbatto nelle tue "sinopsi critiche". Ribadisco la mia solidarietà. "Ai miei tempi" i libri erano libri: og

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